Attività
di ricerca |
•
Evoluzione dei Sistemi Ambientali
•
Ambiente marino e
terrestre e paleoambiente
La
contaminazione chimica rappresenta uno dei più significativi
problemi da risolvere per il recupero della qualità
ambientale: è un problema che interessa tutto il pianeta e
come tale va affrontato. Gli studi hanno evidenziato che le immissioni
ed il trasporto di inquinanti chimici in aree antropizzate hanno una
notevole influenza sulla qualità ambientale anche di aree
remote. Risulta perciò importante studiare la distribuzione
di microinquinanti a livello planetario, non limitando la valutazione
dei livelli di qualità ambientale ad aree antropizzate ma
estendendo questa indagine ai livelli di qualità globale. Il
confronto fra lo stato di contaminazione degli emisferi nord e sud
comprende la caratterizzazione di aree remote (aree polari, catene
montuose, aree desertiche) e di aree fortemente antropizzate come
l'Adriatico e la Laguna di Venezia nonché lo studio di nevi
alpine, quale indicatore della qualità delle deposizioni
atmosferiche.
Ambiente
marino e terrestre e paleoambiente
Negli
ambienti estremi (catene montuose, aree desertiche, fondi
oceanici), e fra questi in particolare in quelli polari (Artico ed
Antartico), si possono cogliere importanti segnali del possibile
cambiamento globale. Infatti i processi fisici, chimici e biologici che
vi avvengono sono da una parte sensibili al cambiamento globale,
dall'altra, il loro eventuale cambiamento è in grado di
ripercuotersi sul bilancio climatico e biogeochimico totale del sistema
Terra.
In
ambienti marini antropizzati i microcomponenti contaminanti raggiungono
concentrazioni tali da influenzare la tassonomia delle popolazioni e
quindi il ciclo biogeochimico generale che controlla l'ecologia di un
sistema. La linea di ricerca sulla mobilità di
microcomponenti punta a sviluppare una conoscenza integrata e
quantitativa sul ruolo del trasporto fisico, dello scambio aria-mare,
della sedimentazione e dell'uptake biologico sulla distribuzione e
trasformazione chimica di microcomponenti a differenti scale spaziali e
temporali al fine di valutare l'evoluzione di sistemi ambientali,
coinvolgendo i meccanismi di esportazione verso i serbatoi di
conservazione (sedimenti).
Lo
studio della variazioni di proxies climatici e di markers geochimici in
carote di ghiaccio prelevate in aree polari permette di valutare la
variabilità climatica del passato e di individuare
particolari eventi che hanno portato a tali variazioni. Le variazioni
di concentrazione di elementi bioattivi quali il ferro sono molto
importanti poichè possono costituire dei particolari
regolatori climatici. La ricostruzione dei flussi di elementi bioattivi
nel corso delle ere climatiche passate, porta ad una maggiore
comprensione del ciclo del carbonio e consente di fare ipotesi su
possibili scenari futuri. Lo studio delle carote di ghiaccio permette
inoltre di ottenere importanti informazioni sui cambiamenti nella
circolazione atmosferica globale indotti dal clima.
Storia di IDPA Venezia |
La
Sede di Venezia dell'Istituto per la Dinamica dei Processi
Ambientali è la naturale evoluzione del "Centro di Studio
sulla Chimica e le Tecnologie per l'Ambiente (CSCTA)", costituito nel
1994. Si tratta dunque di un Organo di ricerca di recente istituzione,
le cui attività sono incentrate su moderne tematiche quali
lo studio della contaminazione a livello planetario (meccanismi e
processi di distribuzione ed evoluzione di microinquinanti,
riconoscimento di nuove fonti di contaminazione), sulla messa a punto
di nuove metodologie analitiche per lo studio degli inquinanti (speciazione
chimica) e sullo sviluppo di tecnologie.
Motivi della presenza |
Venezia
e la Laguna, per la loro specificità, rappresentano un'area
emblematica da un punto di vista ambientale: si tratta di un sistema
molto specifico e fragile fortemente influenzato,
dall'attività antropica. È nel contempo un
patrimonio storico-artistico dell'umanità che va salvato e
un ambiente "naturale" di pregio da preservare.
L'importanza di Venezia dal punto di vista scientifico è
sottolineata anche dallo scenario nazionale e internazionale di ricerca
che si è andato sviluppando negli anni: sono infatti
presenti enti di ricerca quali il CNR, l'Università e enti
internazionali e sovranazionali che fanno della ricerca un loro
importante campo di attività quali Unesco-ROSTE e Venice
International University.
Non
ultimo è da sottolineare che proprio a Venezia sta nascendo
una grande area destinata alla ricerca scientifica, ubicata nella zona
dell'Arsenale, mirata allo studio delle scienze marine, dei processi
ambientali e dei cambiamenti climatici.
I
finanziamenti delle Leggi Speciali per la difesa di Venezia dalle acque
alte e dagli inquinamenti rappresentano significative
opportunità per la ricerca scientifica nazionale.
|