IDPA ha
posto come base del suo Progetto di Ricerca la necessità
avvertita dall'Uomo di comprendere il "cambiamento globale"
dell'ambiente e del clima, a diverse scale spaziali, i suoi effetti sul
territorio, la sua evoluzione nel tempo e i possibili "rimedi". Negli
ultimi anni è infatti cresciuta la consapevolezza che le
variazioni ambientali, sia legate alla naturale dinamica del pianeta,
sia influenzate, se non determinate, dal comportamento umano, incidono
in modo sensibile sugli assetti socio-economici.
La sede di Venezia dell'Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali affronta problematiche di carattere
ambientale secondo l'approccio multidisciplinare, proseguendo l'attività propria del "Centro di Studio
sulla Chimica e le Tecnologie per l’Ambiente".
Le principali attività di ricerca riguardano lostudio della contaminazione chimica a livello planetario,
dei meccanismi di trasporto e trasferimento degli inquinanti tra i vari comparti
ambientali, di processi e cicli di trasformazione di sostanze chimiche
nell'ambiente, la ricostruzione di fenomeni relativamente recenti e la messa a
punto di nuove tecnologie di interesse ambientale anche in riferimento alle
problematiche di siti inquinati. Queste
attività sono state sviluppate attraverso lo studio di diverse matrici; sono
stati effettuati campionamenti in zone significative del pianeta, caratterizzate
da un differente grado di antropizzazione, quali la laguna di Venezia, il mar
Mediterraneo, il nord Pacifico, le Alpi, l'Everest e le regioni
polari. L'Istituto ha sempre affrontato i problemi ambientali in
un'ottica globale dando rilevanza e preminenza all'approccio
interdisciplinare. Tra i progetti in cui è stato coinvolto
l'Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali di
Venezia ricordiamo:
Progetto di ricerca del Sistema Lagunare Veneziano,
1994-1997 PR-27/1S: Scenari di rischio per la salute umana associati
alla introduzione ed alla presenza di microinquinanti organici ad alto
potenziale tossico (CNR-ISS), 1998-2000. CORILA: Consorzio per la
Gestione del Centro di Coordinamento delle Attività di Ricerca inerenti il
Sistema Lagunare di Venezia. Programma ricerca 2000-2004, linea di ricerca 3.4:
"Processi Ambientali; La Contaminazione Chimica".
PNRA - Paleoclima e
paleoambiente dalla stratigrafia chimica e fisica di carote di
ghiaccio. PNRA - EPICA - European Project for Ice Coring in
Antarctica. INRM - Ruolo della criosfera alpina nel ciclo
idrogeologico.
Evoluzione dei
Sistemi Ambientali
La
contaminazione chimica rappresenta uno dei più significativi
problemi da risolvere per il recupero della qualità
ambientale: è un problema che interessa tutto il pianeta e
come tale va affrontato. Gli studi hanno evidenziato che le immissioni
ed il trasporto di inquinanti chimici in aree antropizzate hanno una
notevole influenza sulla qualità ambientale anche di aree
remote. Risulta perciò importante studiare la distribuzione
di microinquinanti a livello planetario, non limitando la valutazione
dei livelli di qualità ambientale ad aree antropizzate ma
estendendo questa indagine ai livelli di qualità globale. Il
confronto fra lo stato di contaminazione degli emisferi nord e sud
comprende la caratterizzazione di aree remote (aree polari, catene
montuose, aree desertiche) e di aree fortemente antropizzate come
l'Adriatico e la Laguna di Venezia nonché lo studio di nevi
alpine, quale indicatore della qualità delle deposizioni
atmosferiche.
Negli
ambienti estremi (catene montuose, aree desertiche, fondi
oceanici), e fra questi in particolare in quelli polari (Artico ed
Antartico), si possono cogliere importanti segnali del possibile
cambiamento globale. Infatti i processi fisici, chimici e biologici che
vi avvengono sono da una parte sensibili al cambiamento globale,
dall'altra, il loro eventuale cambiamento è in grado di
ripercuotersi sul bilancio climatico e biogeochimico totale del sistema
Terra.
In
ambienti marini antropizzati i microcomponenti contaminanti raggiungono
concentrazioni tali da influenzare la tassonomia delle popolazioni e
quindi il ciclo biogeochimico generale che controlla l'ecologia di un
sistema. La linea di ricerca sulla mobilità di
microcomponenti punta a sviluppare una conoscenza integrata e
quantitativa sul ruolo del trasporto fisico, dello scambio aria-mare,
della sedimentazione e dell'uptake biologico sulla distribuzione e
trasformazione chimica di microcomponenti a differenti scale spaziali e
temporali al fine di valutare l'evoluzione di sistemi ambientali,
coinvolgendo i meccanismi di esportazione verso i serbatoi di
conservazione (sedimenti).
Lo
studio della variazioni di proxies climatici e di markers geochimici in
carote di ghiaccio prelevate in aree polari permette di valutare la
variabilità climatica del passato e di individuare
particolari eventi che hanno portato a tali variazioni. Le variazioni
di concentrazione di elementi bioattivi quali il ferro sono molto
importanti poichè possono costituire dei particolari
regolatori climatici. La ricostruzione dei flussi di elementi bioattivi
nel corso delle ere climatiche passate, porta ad una maggiore
comprensione del ciclo del carbonio e consente di fare ipotesi su
possibili scenari futuri. Lo studio delle carote di ghiaccio permette
inoltre di ottenere importanti informazioni sui cambiamenti nella
circolazione atmosferica globale indotti dal clima.