TheInstitutefor the DynamicsofEnvironmental Processes of theNational Research Council of Italy poses at the basisof its research project the needfeltby the manto understandthe "global change" of environment andclimate, atdifferentspatial scales, itseffects on theland, itsevolutionover timeand thepossible"remedies". In recentyearsa growingawarenessemerged thatenvironmental changes,bothrelatedtothe naturaldynamicsof theplanetandinfluenced,ifnotdetermined, byhuman behavior,have an appreciable effectonthe socialand economic dynamics.
Paleoclimatology, evolution and environmental interactions with human civilization
Geo-resources, geothermal energy, renewable energy
Geologia, mineralogia,
cristallochimica e petrologia
Environmental Safety
Soft computing for the management of uncertain information
Archaeometry: geoarchaeology and degradation products
Attività
di ricerca presso la Sede di Venezia
La sede di Venezia dell'Istituto per la Dinamica dei Processi
Ambientali affronta problematiche di carattere ambientale secondo
l'approccio multidisciplinare, proseguendo l'attività
propria del "Centro di Studio sulla Chimica e le Tecnologie per
l’Ambiente".
Le principali attività di ricerca riguardano lostudio
della contaminazione chimica a livello planetario,
dei meccanismi
di trasporto e trasferimento degli inquinanti
tra i vari comparti ambientali, di processi e cicli di trasformazione
di sostanze chimiche nell'ambiente, la ricostruzione di fenomeni
relativamente recenti e la messa a punto di nuove tecnologie di
interesse ambientale anche in riferimento alle problematiche di siti
inquinati. Queste
attività sono state sviluppate attraverso lo studio di
diverse matrici; sono stati effettuati campionamenti in zone
significative del pianeta, caratterizzate da un differente grado di
antropizzazione, quali la laguna di Venezia, il mar Mediterraneo, il
nord Pacifico, le Alpi, l'Everest e le regioni polari. L'Istituto
ha sempre affrontato i problemi ambientali in un'ottica globale dando
rilevanza e preminenza all'approccio interdisciplinare. Tra
i progetti
in cui è stato coinvolto l'Istituto per la Dinamica dei
Processi Ambientali di Venezia ricordiamo:
Progetto
di ricerca del Sistema Lagunare Veneziano, 1994-1997 PR-27/1S:
Scenari di rischio per la salute umana associati alla introduzione ed
alla presenza di microinquinanti organici ad alto potenziale tossico
(CNR-ISS), 1998-2000. CORILA:
Consorzio per la Gestione del Centro di Coordinamento delle
Attività di Ricerca inerenti il Sistema Lagunare di Venezia.
Programma ricerca 2000-2004, linea di ricerca 3.4: "Processi
Ambientali; La Contaminazione Chimica".
PNRA -
Paleoclima e paleoambiente dalla stratigrafia chimica e fisica di
carote di ghiaccio. PNRA -
EPICA - European Project for Ice Coring in Antarctica. INRM -
Ruolo della criosfera alpina nel ciclo idrogeologico.
Evoluzione
dei Sistemi Ambientali
La
contaminazione chimica rappresenta uno dei
problemi più significativi da risolvere per il recupero della qualità
ambientale: è un problema che interessa tutto il pianeta e
come tale va affrontato. Gli studi hanno evidenziato che le immissioni
ed il trasporto di inquinanti chimici in aree antropizzate hanno una
notevole influenza sulla qualità ambientale anche di aree
remote. Risulta perciò importante studiare la distribuzione
di microinquinanti a livello planetario, non limitando la valutazione
dei livelli di qualità ambientale ad aree antropizzate ma
estendendo questa indagine ai livelli di qualità globale. Il
confronto fra lo stato di contaminazione degli emisferi nord e sud
comprende la caratterizzazione di aree remote (aree polari, catene
montuose, aree desertiche) e di aree fortemente antropizzate come
l'Adriatico e la Laguna di Venezia nonché lo studio di nevi
alpine, quale indicatore della qualità delle deposizioni
atmosferiche.
Negli
ambienti estremi (catene montuose, aree desertiche, fondi
oceanici), e fra questi in particolare in quelli polari (Artico ed
Antartico), si possono cogliere importanti segnali del possibile
cambiamento globale. Infatti i processi fisici, chimici e biologici che
vi avvengono sono da una parte sensibili al cambiamento globale,
dall'altra, il loro eventuale cambiamento è in grado di
ripercuotersi sul bilancio climatico e biogeochimico totale del sistema
Terra.
In
ambienti marini antropizzati i microcomponenti contaminanti raggiungono
concentrazioni tali da influenzare la tassonomia delle popolazioni e
quindi il ciclo biogeochimico generale che controlla l'ecologia di un
sistema. La linea di ricerca sulla mobilità di
microcomponenti punta a sviluppare una conoscenza integrata e
quantitativa sul ruolo del trasporto fisico, dello scambio aria-mare,
della sedimentazione e dell'uptake biologico sulla distribuzione e
trasformazione chimica di microcomponenti a differenti scale spaziali e
temporali al fine di valutare l'evoluzione di sistemi ambientali,
coinvolgendo i meccanismi di esportazione verso i serbatoi di
conservazione (sedimenti).
Lo
studio della variazioni di proxies climatici e di markers geochimici in
carote di ghiaccio prelevate in aree polari permette di valutare la
variabilità climatica del passato e di individuare
particolari eventi che hanno portato a tali variazioni. Le variazioni
di concentrazione di elementi bioattivi quali il ferro sono molto
importanti poichè possono costituire dei particolari
regolatori climatici. La ricostruzione dei flussi di elementi bioattivi
nel corso delle ere climatiche passate, porta ad una maggiore
comprensione del ciclo del carbonio e consente di fare ipotesi su
possibili scenari futuri. Lo studio delle carote di ghiaccio permette
inoltre di ottenere importanti informazioni sui cambiamenti nella
circolazione atmosferica globale indotti dal clima.
Attività
di ricerca presso la Sede di Milano
Tali attività di ricerca svolte
presso la sezione di Milano riguardano gli ambiti
geologico (strutturale, petrografico, morfologico, idrogeologico,
geotecnico,
geomatico), ambientale (qualità,
sostenibilità) e sfruttamento delle georisorse (ricerca e
sfruttamento delle risorse idriche e minerarie).
Le linee di ricerca sono riportate di seguito
• Studi di geodinamica
• Studi dei bacini sedimentari e della loro evoluzione
paleo-ambientale
• Definizione di strutture sismogenetiche
• Rischio sismico
• Microzonazione sismica
• Idrogeofisica
• Recupero ambientale di aree inquinate
• Archeologia
• Variazione temporale di parametri geofisici
Nell'ambito
dell'attività di sperimentazione e misura, l'istituto ha
competenze di progettazione di esperimenti dedicati, che includono il
relativo
sviluppo di nuove metodiche e dispositivi di misura nei
settori della prospezione geofisica e del monitoraggio sismologico
Una
caratterista
dell'attività di ricerca del gruppo che si occupa di
geofisica è quella
della "sperimentazione di campo", fortemente supportata dalle
competenze e risorse strumentali del Laboratorio di Geofisica. Tali
competenze insieme alla strumentazione in ambito
geofisico e geologico, pongono l'IDPA CNR come riferimento
istituzionale.
Infatti, come è rilevabile dalle collaborazioni, progetti di
ricerca e convenzioni conto terzi, l'Istituto è stato e
continua ad essere il referente istituzionale per diversi Enti pubblici
nazionali ed internazionali. Tale attività copre quasi tutti
i settori della geofisica applicata all'ambiente e all'ingegneria e si
configura, per quel che riguarda i prodotti resi, anche come servizio
(progettazione, acquisizione e interpretazione di misure geofisiche)
e/o come supporto alla decisione dell'ente committente nel settore
geofisico.
In particolare l'attività di servizio è intesa
non come mera produzione ma come “produzione di servizi di
qualità” che includono quasi sempre prodotti che
sono tipici della ricerca: uso e sviluppo di tecnologie e metodologie
all'avanguardia e loro standardizzazione (protocolli tecnologici).
L'attività di
supporto alle decisioni si esplica nel coadiuvare l'ente committente
sia in termini di consulenza sia nel supporto decisionale in fase
progettuale, non escluso il più importante e delicato
settore di fissare criteri tecnici nella fase normativa.
La formazione costituisce un punto importante nel panorama delle
attività del gruppo che si esplica nell'attività
didattica e professionale. Il personale in formazione presso l'Istituto
può usufruire dell'ambiente ideale sia per la formazione
professionale sia per l'indirizzamento all'attività di
ricerca in senso stretto. Di particolare rilievo è
l'attività orientata alla formazione post-laurea attraverso
dottorati di ricerca e assegni di ricerca.
Definizione
di strutture a
piccola e grande scala e loro caratterizzazione in termini di parametri
geometrici e parametri meccanici (velocità di propagazione
onde P e onde S e fattore di attenuazione) parametri elettromagnetici
(resistività, conducibilità,
suscettività e costante dielettrica) mediante:
• Data base dati
sismici Italiani Deep Seismic Sounding-Wide Angle Reflection
(1968-oggi) (geodinamica)
• Prospezione sismica a rifrazione (strutture crostali,
geodinamica, evoluzione bacini sedimentari, strutture sismogenetiche,
microzonazione)
• Prospezione sismica a riflessione (geodinamica, evoluzione
bacini sedimentari, strutture sismogenetiche, idrogeofisica)
• Tomografia da terremoti locali e regionali (geodinamica,
microzonazione, richio sismico)
• Prospezione elettrica e tomografia (idrogeofisica, recupero
ambientale, archeologia, bacini sedimentari, variazioni temporali)
• Prospezione magnetica (archeologia, recupero ambientale)
• Prospezione georadar (archeologia, Beni culturali, recupero
ambientale)
•
Sviluppo di sistemi informativi territoriali • Sviluppo di tecniche di
processing di dati
sismologici, sismici, gravimetrici. e elettromagnetici •
Sviluppo di
basi di dati geografici e geofisici •
Cartografia e modellistica • Tecniche di filtraggio dati
sismici
• Tecniche di trattamento di dati sismologici.
• Tecniche di imaging di dati sismici
• Tecniche di imaging di dati geoelettrici ed elettromagnetici
Sviluppo di tecniche di
inversione di dati
sismologici, sismici, gravimetrici e elettromagnetici
•
Tomografia sismica attiva da superficie e da pozzo cross-hole e
down-hole
• Tecniche di inversione di dati sismici
• Tomografia sismica da terremoti regionali e locali
• Inversione congiunta dati sismici e gravimetrici
• Tomografia elettrica
• Georadar
• Sviluppo di tecniche geofisiche tempo varianti
Sviluppo
di tecniche per la
microzonazione e la valutazione del rischio sismico
• Sviluppo
di software per il calcolo della pericolosità sismica
• Sviluppo di tecniche per la valutazione della risposta
dinamica di suoli e strutture
• Sviluppo di tecniche per il calcolo del moto di riferimento
(per microzonazione sismica e studi di siting)
• Analisi di pericolosità al sito
• Sviluppo di tecniche per la valutazione degli effetti della
amplificazione sismica locale da dati sismologici e sismici
Sviluppo e/o ottimizzazione
di hardware e software
per l'acquisizione di dati •
Sismologici
• Sismici
• Elettromagnetici
• Ambientali
Progettazione
ed esecuzione
di esperimenti e misure geofisiche
•
Progettazione ed esecuzione di esperimenti di sismica a rifrazione
profonda e riflessione a grande-angolo
• Progettazione ed esecuzione di rilievi sismici a rifrazione
e riflessione ad alta risoluzione
• Progettazione e installazione di reti di monitoraggio
sismico
• Progettazione ed esecuzione di misure elettrotromagnetiche
(georadar, geolettrica, gradiometria magnetica)
• Misure vibrometriche
• Prove non distruttive su strutture e manufatti
Lamelle bruno chiare di karenwebberite, un nuovo fosfato di pegmatite scoperto all’IDPA
Immagine di mullite primaria e secondaria in un campione di ceramica
Studi di Mineralogia Gli studi di
mineralogia coprono un ampio spettro di
indagini che vanno dalla mineralogia sistematica agli studi
sperimentali in
condizioni non ambientali. Per quanto riguarda la mineralogia
sistematica, i
ricercatori, si occupano della caratterizzazione chimico-fisica e
strutturale
delle specie mineralogiche che fanno parte del nostro patrimonio
geo-ambientale
con particolare riguardo allo studio e caratterizzazione di nuove
specie
mineralogiche o di specie che presentino peculiari caratteri chimici e
strutturali. Per questo scopo vengono utilizzati sia strumenti dotati
di sorgenti convenzionali che non convenzionali (luce di sincrotrone e
diffrazione da neutroni su cristallo singolo e su polveri).
In quest’ambito si inseriscono anche le indagini mineralogiche,
petrologiche e geochimiche sulle pegmatiti granitiche Triassiche
incassate nel basamento cristallino delle Alpi Meridionali allo scopo
di individuare la sorgente del magma, i meccanismi di cristallizzazione
e gli aspetti geodinamici relativi alla loro intrusione e
raffreddamento. Strettamente connessi a quest’argomento sono gli
studi sulla reattività e i meccanismi di alterazione dei fosfati
di pegmatite e la conseguente formazione di nuove paragenesi stabili in
differenti ambienti chimico-fisici
Gli studi mineralogici in condizioni non ambientali, effettuati anche
tramite sorgenti non convenzionali (luce di sincrotrone), indagano il
comportamento di particolari specie mineralogiche, di elevato interesse
industriale e/o geo-ambientale, in condizioni di alta pressione e alta
temperatura. In particolare si stanno studiando minerali microporosi,
fillosilicati e borati/borosilicati radio assorbitori ( per es.:
londonite, danburite) quali possibili smaltitori di rifiuti nucleari.
Studi di mineralogia applica Vengono condotti studi dei processi di
trasformazione di sistemi multifase in regime naturale e
industriale e quindi anche dei materiali utilizzati nelle ceramiche e
nei cementi per il controllo dei processi industriali applicati alla
valutazione dell’utilizzo di materiale di recupero (vetro
riciclato) in collaborazione con l’industria presente nel
territorio.
In particolare si sviluppano studi della cinetica di reazione
d’impasti industriali basati su materiali riciclati sottoposti a
trattamento termico che permettono il calcolo dell’energia di
attivazione e delle temperature di formazione e di comprendere i
meccanismi di crescita e trasformazione delle fasi presenti. La
strumentazione a disposizione permette la caratterizzazione
morfologica, l’identificazione delle fasi componenti delle
ceramiche e la quantificazione dei rapporti relativi portando alla
determinazione della loro influenza sui comportamenti meccanici della
ceramica stessa.
La ricostruzione di immagini 3D da microtomografie a raggi-X (sorgente
sincrotrone), già sperimentata per la caratterizzazione di
calcestruzzi e malte, viene applicata ai materiali ceramici per
individuare la distribuzione delle fasi in profondità, della
porosità e l’eventuale presenza di fratture. Immagini da
microscopio elettronico a trasmissione permettono di far luce sulle
fenomenologie a scala nanometrica.
Sviluppo della modellistica mineralogica Viene sviluppata la modellistica
mineralogica utilizzando anche codici esistenti e attraverso lo studio
della devianza dall’idealità dei politipi e dei difetti
d’impilamento, in particolare nelle miche e l’applicazione
del metodo della massima entropia alle osservabili legate alla
densità elettronica.
Messa a punto di procedure analitiche I ricercatori si occupano della messa a
punto di particolari tecniche e procedure analitiche utili in campo
geo-petrologico, geo-ambientale e geo archeologico. In particolare
è stato messo a punto un protocollo d’analisi di
monazite-(Ce) e xenotime-(Y) allo scopo di eseguire datazioni in situ
di rocce. L’analisi quantitativa tramite diffrazione di polveri
cristalline (QXRPD) su sedimenti fini permette di effettuare studi di
provenienza molto dettagliati dei sedimenti e dei particolati
atmosferici.
Archeometria e analisi dei Beni Culturali
Gli studi di archeometria sono volti alla caratterizzazione dal punto
di vista chimico-mineralogico degli oggetti archeologici e al
riconoscimento della loro provenienza. In particolare si sta mettendo a
punto un sistema per lo studio di provenienza della selce (SiO2 da
micro- a nano-cristallino) basato sull’analisi chimica degli
elementi in traccia e sull’analisi del “crystallite
size” e dello strain residuo utilizzando la diffrazione da
polveri cristalline.
Metodologie analitiche utilizzate
Analisi per mezzo di ottica cristallografica su sezione sottile
Analisi chimica qualitativa e quantitativa tramite:
microsonda elettronica EDS WDS
spettrometria al plasma (ICP-ES)
assorbimento atomico (AAS)
spettrometria per fluorescenza (XRF)
microscopio petrografico con sistema di
catodoluminescenza CITL CL MK5
Analisi per mezzo di diffrazione su polveri (anche con luce di sincrotrone):
analisi qualitativa (XRPD)
analisi quantitativa di fase (QXRPD)
analisi strutturale
analisi del crystallite size e del micro-strain residuo
analisi in condizioni non ambientali (HT, HP)
Analisi per mezzo di diffrazione su cristallo singolo (anche tramite diffrazione neutronica):
studio della struttura cristallina
Analisi di immagine:
• Corsi
Universitari (sismologia, prospezioni geofisiche)
• Stages in geofisica (geologia, fisica e ingegneria)
• Tesi di laurea (geologia, fisica, ingegneria e informatica)
• Dottorati di ricerca (geologia, fisica, ingegneria
ambientale, ingegneria strutturale)•
Corsi e supporto a
professionisti (geologi, ingegneri e operatori Pubblica
Amministrazione)
• Seminari di divulgazione
Attività
di ricerca presso la Sede di Dalmine
La
presenza dell'IDPA in un
Parco
scientifico e tecnologico quale il POINT che raggruppa
società di servizi, imprese innovative, centri di ricerca e
sviluppo, e laboratori del Campus universitario della
Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi
di Bergamo gioca un ruolo strategico nel favorire il naturale
coinvolgimento dell'IDPA in attività di collaborazione con
gli Enti e le Aziende presenti.
L'IDPA è stata coinvolta in vari progetti sia con Imprese
locali (la società Petroceramics S.r.l.,
promossa come spin off dell''Università degli Studi di
Milano per operare nel settore dei materiali innovativi, si
è costituita anche con la partecipazione di un dirigente di
ricercatore dell'IDPA CNR), sia
con
gli Enti locali che a vari livelli implicano la gestione del
territorio (comuni e comunità montane), sia con l'Università
di Bergamo (il Centro Studi per il Territorio e la Facoltà di Ingegneria).
Indagine stratigrafica nei depositi del sito archeologico della palafitta del
Lucone D (Età del Bronzo Polpenazze del Garda) ed esempio di recupero di carota
del diametro di 7 cm con carotiere di fabbricazione CNR-IDPA
La storia dell'ambiente e del clima in Italia Settentrionale negli ultimi 140
mila anni, un lavoro realizzato dal CNR-IDPA nel 2008-2010
(per approfondimenti
si veda: www.disat.unimib.it/Palinologia) L'identificazione dei resti vegetali grazie a microscopi ottici, episcopici ed
elettronici consente di ricostruire l'ambiente e le variazioni del clima
naturale nonchè le trasformazioni subite dal paesaggio già nella preistoria
(microscopio episcopico per lo studio dei carboni e collezione antracologica in
uso presso l'unità di Dalmine del CNR-IDPA)
Questa
linea si indirizza soprattutto allo studio delle evidenze
stratigrafiche, paleobiologiche e archeobiologiche nelle successioni
sedimentarie e quelle ricavabili dall'evoluzione geomorfologica in aree
continentali. Le evidenze di variazioni climatiche ed ambientali sono
oggetto di ricerca da parte dell'IDPA in area mediterranea, alpina ed
anche nelle regioni intertropicali e polari. L'attenzione del
Laboratorio di Palinologia e Paleoecologia si focalizzerà in
particolare sugli intervalli di tempo che hanno avuto un'importanza
cruciale nel determinare l'evoluzione degli organismi e le
trasformazioni del paesaggio e degli ambienti di sedimentazione. E'
molto significativo l'intervallo che si estende tra l'ultimo
interglaciale e l'attuale perché permette di studiare le
modalità con cui si verificano i passaggi
interglaciale/glaciale e gli ambienti legati a questi due domini
climatici, nonché di ricavare informazioni di dettaglio sui
processi naturali che presiedono ai mutamenti climatici in corso. Anche
l'archeologia ambientale riveste un ruolo importante in questi studi
perchè l'attività dell'uomo condiziona in modo
determinante l'evoluzione delle aree continentali. Anche se oggi si sa
che anche nell'Olocene vi sono state variazioni climatiche legate a
fattori non antropici, le interferenze fra clima ed attività
dell'uomo devono essere prese in considerazione per interpretare
correttamente molti dei proxy data delle aree continentali (successioni
polliniche, suoli, sedimenti lacustri e fluviali, sedimenti di grotta,
ecc...).
L'interazione
tra ambiente e le opere umane costituisce uno dei
problemi che devono affrontare molte istituzioni. I manufatti
architettonici, archeologici ed artistici esposti all'esterno subiscono
infatti la diretta azione dell'ambiente nel suo complesso e il
conseguente degrado.
realizzato del Reparto di Cinematografia scientifica del CNR - Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria - Milano
e da MT Channel - Sky
clicca sull'immagine a sinistra
Il
territorio, inteso in senso lato, si configura come depositario e
ricettore di documentazione ricca e sensibile degli eventi passati
estendendo, cronologicamente, la possibilità di documentare
eventi di particolare rilevanza. L'individuazione degli effetti legati
ad instabilità di versante e delle morfologie fluviali
è tra le attività normalmente svolte sia con
finalità di ricerca che di servizio. La
lettura delle caratteristiche geomorfologiche, litologiche e
idrogeologiche ci ha permesso di svolgere un servizio di
attività ad elevato contenuto scientifico volto
all'individuazione e perimetrazione di aree a differente grado di
pericolosità idrogeologica.
Rappresentare
l'incertezza e l'imprecisione che caratterizzano
l'informazione permette di controllare l'affidabilità e la
qualità dei risultati ottenuti dall'elaborazione dell'informazione stessa in
modo da poter rispondere a domande del tipo:
• In quale misura i
risultati presentano incertezza e/o imprecisione?
(quantificazione e qualificazione dell'incertezza e/o
dell'imprecisione)
• Da cosa dipende l'incertezza del risultato? (dalle
caratteristiche del fenomeno osservato, dall'osservazione, dalla
rappresentazione dell'informazione, dal modello, dal processo
decisionale, ecc.)
• Dov'è localizzata l'incertezza e/o
l'imprecisione? (mappatura spazio-temporale dei gradi di incertezza
e/o imprecisione)
Lo
scopo finale è quello di aiutare il decisore a capire
chiaramente i rischi che corre quando usa i dati memorizzati in un
sistema informativo per prendere delle
decisioni.
Le attività più recenti di questa linea hanno
portato ai seguenti risultati:
Sistemi Informativi Flessibili
E’
stato progettato e sviluppato un sistema
flessibile di retrieval di forme presenti in immagini
digitali
che utilizza tecniche di indicizzazione del contenuto delle immagini:
in particolare le forme sono rappresentate da descrittori quali i
coefficienti discreti di Fourier, lo spettro multifrattale
e la distribuzione "Curvature Scale Space". Il retrieval
è
basato sul paradigma "Query By Example", cioè la query è un'immagine
che viene indicata al sistema come esempio per il reperimento di altre
immagini contenenti forme simili, e il confronto tra i descrittori di
forma
della query e delle immagini è personalizzabile in modo da
tener
conto della percezione delle caratteristiche rilevanti per
l'utente.
E' stato implementato un sistema di
web-mapping e di
retrieval(nell'ambito
del progetto IDEUNIVERS) per contenuto di
informazioni testuali georiferite che recepisce la direttiva Europea Inspire
e il sistema di
information retrieval
geografico Geo-finder che georeferenzia
automaticamente i testi estrando da essi, oltre al contenuto generico,
il contenuto geografico rilevante.
E' stato progettato e sviluppato il meta motore di ricerca Matrioshka in
collaborazione con la Facoltà
di Ingegneria dell'Università di Bergamoe
il Politecnico
di
Milano).
Tale sistema permette una
fruizione
innovativa dei risultati delle ricerche su Web. I risultati sono
raggruppati in cluster e l'utente può esplorarne i contenuti
combinando i cluster attraverso operatori
quali
join, intersezione, unione, per generare nuovi cluster. Per evidenziare
le relazioni tra i contenuti dei cluster generati Matrioshka utilizza
grafi attivi.
Sono stati
definiti e sviluppati algoritmi
di fuzzy clustering per la classificazione di documenti testuali: in
particolare, un algoritmo di fuzzy clustering gerarchico basato
sull’estensione del Fuzzy C-Means (Progetto
europeo PENG,
VI Programma
Quadro della Comunità Europea,
in collaborazione con Laboratorio
di Information retrieval , DiSCo
- Università di Milano Bicocca)
Data Mining di Dati
Multidimensionali
Sono
stati definiti metodi basati su tecniche di clustering per
l’identificazione di regole associative tra
dati multidimensionali.
Tale metodo è stato usato per lo studio dei materiali al
fine di identificare le associazioni tra le composizioni dei materiali
e la forma delle curve di prestazione degli stessi.
(Progetto della Regione
Lombardia per la promozione dell’eccellenza dei metadistretti
in collaborazione con la società
Petroceramics).
Definizione di metodi di fusione di informazioni
spaziali
E' stata definita
una tecnica di fusione
"soft" di dati multisorgente ed eterogenei caratterizzati da diversa
qualità e affidabilità. La tecnica è basata
sulla normalizzazione non lineare dei dati rappresentati mediante
insiemi fuzzy e sull'uso di operatori di fusione "fuzzy"
.
Il metodo è stato applicato per la fusione di dati
multisorgente
a scala globale per la generazione di indicatori ambientali
(Attività svolta in collaborazione con IREA CNR, Sezione di Milano). Lo strumento realizzato è scaricabile dal sito alla pagina risultati | Sw e Hw.
Organizzazione di seminari, mostre, guide, libri
divulgativi, carte tematiche .
Attività
di ricerca presso la Sede di Padova
L'Unità
Staccata
di Padova è stata costituita nel Giugno 2002, vi afferisce
personale proveniente dal Servizio Prevenzione e Protezione dell'Area
della Ricerca di Padova. Attività preminenti
dell'Unità sono lo studio dell'inquinamento ambientale, in
relazione alla Sicurezza alimentare ed alla Conservazione del
patrimonio artistico, le Emergenze ambientali derivanti da incendi
civili e boschivi e La chimica analitica forense conseguenza delle
numerose consulenze tecniche affidate ai componenti
dell'Unità.
Sono
state sviluppate nuove
metodologie per il monitoraggio dell'ambiente e dei lavoratori esposti.
Lo scopo principale è quello di ottenere migliori risultati
utilizzando l'approccio e le tecnologie più avanzate tipiche
della ricerca scientifica. Campi di attività in questo
settore, oltre all'ambiente lavorativo interno al C.N.R. (è
in atto un accordo di collaborazione con il Servizio Prevenzione e
Protezione) sono le attività artigianali per la
trasformazione di legnami esotici e la produzione di calzature.
Nuove
idee e suggerimenti
sono stati proposti per facilitare e migliorare l'analisi ambientale.
Innovativi sono gli studi sull'utilizzo della corteccia di platano come
campionatore passivo visto la sua elevata diffusione nell'ambiente e la
permanenza sull'albero di circa due anni prima del distacco. Allo
stesso modo la presentazione, per la prima volta, di un sensore
biologico con microrganismi termofili viventi per il monitoraggio di
fenoli e derivati ha dato spunto per applicazioni ambientali sempre
più mirate ed efficienti. . L'Unità è stata coinvolta nel
Progetto
Battistero.
Il progetto multidisciplinare aveva come obiettivo il monitoraggio
ambientale nell'intorno delle porte bronzee del Battistero del Duomo di
Firenze.
Una
nuova, efficace e sensibile strategia nello studio degli incendi
è stata sviluppata ed applicata finora su circa duecento casi di
incendio. La strategia abbandona i vecchi schemi per il riconoscimento
degli acceleranti della combustione basati sull'identificazione del
piombo o componenti leggeri per puntare su una più ampia e
mirata famiglia di composti minori degli acceleranti con la
proprietà di concentrarsi e permanere nei detriti per tempi
sufficientemente lunghi da garantire la loro identificazione anche
molti mesi dopo l'evento. L'Unità ha costituito una banca dati
dei più diffusi acceleranti da usare come riferimento per il
riconoscimento di infiammabili eventualmente presenti in detriti da
incendio. L'identificazione è eseguita per confronto di almeno
dieci componenti e dei loro rapporti relativi. Parallelamente
all'identificazione dell'accelerante è eseguita una minuziosa
indagine sui prodotti della combustione e loro tossicità.
Ciò risulta importante per la valutazione del rischio associato
a specifici materiali ed ambienti. L'emergenza derivante dagli incendi
boschivi è oggetto di studio e consulenza verso il Corpo
Forestale dello Stato. L'Unità interagisce con il Nucleo
Investigativo
Antincendio Boschivo (N.I.A.B) per formazione del personale e l’analisi dei reperti da incendi rilevanti come Consulenza Tecnica d’Ufficio.
Gli
alimenti sono stati oggetto di indagine ed i risultati ottenuti per
alcuni contaminanti sono stati occasione di dibattito e divulgazione
sulla stampa nazionale. Il veicolo della contaminazione è
rappresentato dalla carta riciclata utilizzata indiscriminatamente
anche per contenere cibi di largo consumo (riso, pasta ecc.).
L'Unità è il principale riferimento per la contaminazione
da solventi provenienti dalla carta copiativa chimica.
Indagini su inquinamento di acqua potabile sono state eseguite per
l'Amministrazione comunale di Padova. Nello stesso ambito è
stata fornita una consulenza tecnica tramite un contratto di ricerca
con produttori di impianti domestici per il miglioramento dell'acqua di
rete.
Per
l'esperienza acquisita in campo analitico le Autorità
Giudiziarie si sono rivolte al gruppo per numerosi casi. Alcuni di
questi sono stati oggetto di pubblicazioni, tuttavia la maggior parte
di essi è coperta dal segreto istruttorio e quindi non
divulgabile. Un valido contributo è stato fornito nel caso
dell'incendio del teatro La Fenice di Venezia, dell'incidente rilevante
alla Dow Poliuretani di Marghera, dell’incendio al Seminario
Patriarcale presso la Basilica della Salute di Venezia ed in molti
altri casi per i quali l’indagine chimico-analitica è
risultata fondamentale.