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Consiglio Nazionale delle Ricerche

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  Unità Territoriale di Dalmine

  Descrizione generale

L'unità territoriale di Dalmine ha sede presso il POlo per L'INnovazione Tecnologica della Provincia di Bergamo (POINT).
La presenza dell'IDPA in un Parco scientifico e tecnologico quale il POINT che raggruppa società di servizi, imprese innovative, centri di ricerca e sviluppo, e laboratori del Campus universitario della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Bergamo gioca un ruolo strategico nel favorire il naturale coinvolgimento dell'IDPA in attività di collaborazione con gli Enti e le Aziende presenti.
L'IDPA è stata coinvolta in vari progetti sia con Imprese locali (
la società Petroceramics S.r.l., promossa come spin off dell''Università degli Studi di Milano per operare nel settore dei materiali innovativi, si è costituita anche con la partecipazione di un dirigente di ricercatore dell'IDPA CNR), sia con gli Enti locali che a vari livelli implicano la gestione del territorio (comuni e comunità montane), sia con  l'Università di Bergamo (il Centro Studi per il Territorio e la Facoltà di Ingegneria).

  Attività di ricerca

L'attività di ricerca volta presso l'unità di Dalmine (BG) si articola in sei filoni che sviluppano tematiche previste dalle linee generali di ricerca dell'istituto:

Cambiamenti Ambientali e Climatici
Interazione Uomo-Ambiente
Geodinamica, Morfogenesi ed Evoluzione del Territorio
Attività per il Monitoraggio, la Prevenzione e la Tutela
Formazione e Divulgazione, Pedagogia Ambientale
Metodologie per lo Studio e la Rappresentazione dell'Ambiente

Affiancate e a supporto dell'attività di ricerca di base vengono svolte attività di ricerca applicata con la stipula di numerosi contratti e convenzioni. Gli ambiti di intervento delle attività riguardano la gestione delle risorse naturali e ambientali, la difesa dalle catastrofi naturali, il supporto all'ingegneria civile nella progettazione di opere in sotterraneo, la caratterizzazione delle pietre ornamentali rispetto al loro impiego per la salvaguardia dei monumenti, la classificazione dei corpi idrici della provincia di Bergamo, il censimento della vegetazione di numerose aree, e la valutazione degli impatti ambientali.

Cambiamenti Ambientali e Climatici

Questa linea si indirizza soprattutto allo studio delle evidenze stratigrafiche, paleobiologiche e archeobiologiche nelle successioni sedimentarie e quelle ricavabili dall'evoluzione geomorfologica in aree continentali. Le evidenze di variazioni climatiche ed ambientali sono oggetto di ricerca da parte dell'IDPA in area mediterranea, alpina ed anche nelle regioni intertropicali e polari. L'attenzione del Laboratorio di Palinologia e Paleoecologia si focalizzerà in particolare sugli intervalli di tempo che hanno avuto un'importanza cruciale nel determinare l'evoluzione degli organismi e le trasformazioni del paesaggio e degli ambienti di sedimentazione. E' molto significativo l'intervallo che si estende tra l'ultimo interglaciale e l'attuale perché permette di studiare le modalità con cui si verificano i passaggi interglaciale/glaciale e gli ambienti legati a questi due domini climatici, nonché di ricavare informazioni di dettaglio sui processi naturali che presiedono ai mutamenti climatici in corso. Anche l'archeologia ambientale riveste un ruolo importante in questi studi perchè l'attività dell'uomo condiziona in modo determinante l'evoluzione delle aree continentali. Anche se oggi si sa che anche nell'Olocene vi sono state variazioni climatiche legate a fattori non antropici, le interferenze fra clima ed attività dell'uomo devono essere prese in considerazione per interpretare correttamente molti dei proxy data delle aree continentali (successioni polliniche, suoli, sedimenti lacustri e fluviali, sedimenti di grotta, ecc...).

Interazione Uomo-Ambiente

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L'interazione tra ambiente e le opere umane costituisce uno dei problemi che devono affrontare molte istituzioni. I manufatti architettonici, archeologici ed artistici esposti all'esterno subiscono infatti la diretta azione dell'ambiente nel suo complesso e il conseguente degrado.

Geodinamica, Morfogenesi ed Evoluzione del Territorio

Il territorio, inteso in senso lato, si configura come depositario e ricettore di documentazione ricca e sensibile degli eventi passati estendendo, cronologicamente, la possibilità di documentare eventi di particolare rilevanza. L'individuazione degli effetti legati ad instabilità di versante e delle morfologie fluviali è tra le attività normalmente svolte sia con finalità di ricerca che di servizio.

Attività per il Monitoraggio, la Prevenzione e la Tutela

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La lettura delle caratteristiche geomorfologiche, litologiche e idrogeologiche ci ha permesso di svolgere un servizio di attività ad elevato contenuto scientifico volto all'individuazione e perimetrazione di aree a differente grado di pericolosità idrogeologica.

Formazione e Divulgazione, Pedagogia Ambientale

Nell'attività di questa linea rientrano iniziative quali:

• La pubblicazione di materiale didattico sul problema della gestione delle risorse e del territorio
• L'organizzazione di master, seminari e cicli di conferenze
• La partecipazione all'allestimento di Mostre sulla storia ed i problemi ambientali del territorio prealpino lombardo
• La collaborazione con varie università per lo docenza in corsi e seguire tesi di vario livello
• Lo sviluppo di un Laboratorio didattico e divulgativo nel geosito di Leffe (Val Seriana) in collaborazione con gli enti locali

Metodologie per lo Studio e la Rappresentazione dell'Ambiente

Attività di ricerca svolte nella linea "Metodologie per lo studio e rappresentazione dell'ambiente"

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La tematica principale dell'attività svolta presso l'IDPA di Dalmine nell'ambito di questa linea riguarda la modellazione dell'incertezza dell'informazione nei sistemi informativi, e in particolare nei Sistemi di Information Retrieval e nei Sistemi Informativi Territoriali.
I Sistemi Informativi sono uno strumento indispensabile per la gestione e l'analisi della sempre crescente quantità di dati testuali e georiferiti disponibili in forma elettronica. L'incertezza e l'imprecisione dell'informazione hanno un peso determinante nel definire la qualità dei dati e quindi dei risultati prodotti da processi decisionali e di elaborazione dei dati stessi. Essere in grado di rappresentare l'incertezza e imprecisione che caratterizzano l'informazione disponibile e di adottare metodi appropriati per la loro gestione permette di controllare l'affidabilità e la qualità dei risultati in modo da poter rispondere a domande del tipo:

• In quale misura i risultati presentano incertezza e/o imprecisione? (quantificazione e qualificazione dell'incertezza e/o dell'imprecisione)
• Da cosa dipende l'incertezza del risultato? (dalle caratteristiche del fenomeno osservato, dall'osservazione, dalla rappresentazione dell'informazione, dal modello, dal processo decisionale, ecc.)
• Dov'è localizzata l'incertezza e/o l'imprecisione? (mappatura spazio-temporale dei gradi di incertezza e/o imprecisione)

Lo scopo finale è quello di aiutare il decisore a capire chiaramente i rischi che corre quando usa i dati memorizzati in un sistema informativo per prendere delle decisioni. 
Le attività più recenti di questa linea hanno portato ai seguenti risultati:

Sistemi Informativi Flessibili
E’ stato progettato e sviluppato un sistema flessibile di retrieval di forme presenti in immagini digitali che utilizza tecniche di indicizzazione del contenuto delle immagini: in particolare le forme sono rappresentate da descrittori quali i coefficienti discreti di Fourier, lo spettro multifrattale e la distribuzione "Curvature Scale Space". Il retrieval è basato sul paradigma QBE e il confronto tra i descrittori di forma della query e delle immagini è personalizzabile in modo da tener conto della percezione delle caratteristiche rilevanti per l'utente. 

E' stato implementato un sistema di web-mapping e di retrieval per contenuto di informazioni testuali georiferite che recepisce la direttiva Europea Inspire (nell'ambito del progetto IDEUNIVERS) e il sistema di information retrieval geografico Geo-finder che georeferenzia automaticamente i testi estrando da essi, oltre al contenuto generico, il contenuto geografico rilevante.

Sono state definite tecniche di fruizione innovativa dei risultati delle ricerche su Web basati sul raggruppamento in cluster dei risultati delle query e la possibilità di combinare i cluster attraverso operatori quali join, intersezione, unione, per generare nuovi cluster. Per evidenziare le relazioni tra i contenuti dei cluster generati si impiegano tecniche basate su grafi attivi (Progetto Matrioshka svolto in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bergamo e il 
Politecnico di Milano).  
Sono stati definiti e sviluppati algoritmi di fuzzy clustering per la classificazione di documenti testuali: in particolare, un algoritmo di fuzzy clustering gerarchico basato sull’estensione del Fuzzy C-Means (Progetto europeo PENG, VI Programma Quadro della Comunità Europea, in collaborazione con Laboratorio di Information retrieval , DiSCo - Università di Milano Bicocca)

Data Mining di Dati Multidimensionali
Sono stati definiti metodi basati su tecniche di clustering per l’identificazione di regole associative tra dati multidimensionali. Tale metodo è stato usato per lo studio dei materiali al fine di identificare le associazioni tra le composizioni dei materiali e la forma delle curve di prestazione degli stessi. (Progetto della Regione Lombardia per la promozione dell’eccellenza dei metadistretti in collaborazione con la società Petroceramics).

Definizione di metodi di fusione di informazioni spaziali  
E' stata definita una tecnica di fusione "soft" di dati multisorgente ed eterogenei caratterizzati da diversa qualità e affidabilità. La tecnica è basata sulla normalizzazione non lineare dei dati rappresentati mediante insiemi fuzzy e sull'uso di operatori di aggregazione "fuzzy" .  Il metodo è stato applicato per la fusione di dati multisorgente a scala globale per la generazione di indicatori ambientali (Attività svolta in collaborazione con  IREA CNR, Sezione di Milano).

Modelli Probabilistici per il calcolo della pericolosità sismica 
E' stato sviluppato un codice per il calcolo della pericolosità sismica e per l'analisi di disaggregazione (Attività svolta con l'Unità Territoriale di Milano dell'IDPA).

  Storia dell' Unità Territoriale di Dalmine

L'unità territoriale di Dalmine, già Centro di Studio per la Geodinamica Alpina e Quaternaria di Milano, è stata fondata a Bergamo da Ardito Desio nel 1963. La sua storia è strettamente legata a quella dell'Unità di Bergamo del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Milano.

Le motivazioni originarie

"La lunga tradizione di studiosi di geologia di origine bergamasca, lo stretto legame tra molte attività economiche della nostra terra con le risorse minerarie, il carattere di laboratorio dal vivo che il territorio bergamasco offre nei confronti della geologia" sono stati i presupposti per la creazione di un nucleo di ricerca CNR e universitario ad indirizzo geologico-ambientale in Bergamo. La sistemazione del nuovo istituto nel centro storico della Città Alta (Piazza Cittadella), grazie alla convenzione tra CNR e Università degli Studi di Milano, era stata scelta anche nella prospettiva di una collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali "E. Caffi" del Comune di Bergamo.

Gli inizi

Nei primi anni l'attività del CNR a Bergamo è prevalentemente didattica: la sede del CNR di Bergamo svolge un ruolo di sostegno per gli studenti bergamaschi iscritti ai Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Scienze Naturali e costituisce un punto di appoggio per le escursioni sul terreno previste da vari insegnamenti. Il CNR organizza cicli di Conferenze volte alla divulgazione, stende una carta geologica di dettaglio del territorio comunale e inizia il rilevamento della carta provinciale.

Lo sviluppo

Dall'inizio degli anni settanta il gruppo del CNR di Bergamo acquisisce nuovo personale e nuovi laboratori per la separazione dei minerali dalle rocce, permettendo lo sviluppo di attività di ricerca relative allo studio del metamorfismo in area alpina e del vulcanismo sia italiano che mondiale. In questo settore il gruppo bergamasco ha raggiunto un alto livello scientifico in campo internazionale. Questi indirizzi hanno permesso l'assegnazione di tesi all'estero per molti studenti e la frequentazione di laboratori specializzati a neolaureati. In questi anni il personale CNR ha svolto anche attività didattica, partecipando alla vita culturale della città con attività divulgativa e iniziative specifiche rivolte alle scuole, quali corsi di aggiornamento, escursioni guidate per la conoscenza diretta del territorio, e sostegno per l'attrezzatura di laboratori e di collezioni.
Verso la fine degli anni '80 si è ripreso il rilevamento alla scala 1:50.000 di tutto il territorio provinciale mediante un apposito accordo tra Università di Milano, CNR e Provincia che si è completato nel giro di 3 anni.

La ristrutturazione

A seguito della riforma del CNR (1999-2002) e dell'istituzione dell'Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali (IDPA) con sede centrale a Venezia, il Gruppo CNR di Bergamo è diventato un'unità territoriale dell'IDPA che afferisce al centro di responsabilità di 2° livello di  Milano (già Centro di Studio per la Geodinamica Alpina e Quaternaria) per la gestione amministrativa.
In questo periodo è stato creato un laboratorio di palinologia-paleobotanica, voluto tenacemente da un giovane Ricercatore del CNR, che ha dato nuovo impulso e un carattere di avanguardia alle ricerche rivolte alle ricostruzioni ambientali, climatiche e archeobotaniche. Queste specificità trovano conferma nella trasformazione della popolazione studentesca che frequenta l'Istituto: oltre ai tradizionali studenti bergamaschi, la Sede è frequentata da numerosi studenti provenienti da altre provincie lombarde. I risultati delle ricerche in questo settore hanno portato alla stesura di numerose pubblicazioni divulgative inerenti il territorio bergamasco.

Il trasferimento al Polo per l'Innovazione Tecnologica della Provincia di Bergamo (POINT)

Accordi intercorsi tra regione Lombardia e altri enti pubblici e privati hanno dato vita nel 1999/2000 a un accordo di programma per l'istituzione di un POlo per l'INnovazione Tecnologica della provincia di Bergamo a Dalmine (POINT).

L'articolo di "Bergamo Economica" del 08/2003 relativo al Gruppo di Georisorse

In relazione a tale iniziativa, il CNR ha ritenuto strategico trasferire la sede dell'unità territoriale di Bergamo dell'IDPA presso i locali del POINT firmando in data 7/12/2000 un contratto di locazione della durata di otto anni.  

Dal settembre 2003, l'unità territoriale di Dalmine dell'IPDA ha sede presso il POINT.

 

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